Il diffuso fenomeno della mancata aderenza alla terapia rende inefficaci molte delle cure prescritte dai medici, con conseguenze anche gravi per i pazienti e altissimi costi per il Sistema Sanitario Nazionale.
I Patient Support Program migliorano l’efficacia delle cure attraverso un lavoro di assistenza e informazione a stretto contatto con il paziente. Lo scopo è aumentare la sua aderenza alla terapia e di conseguenza la sua salute e la sua qualità della vita.
Per migliorare l’efficacia delle cure bisogna prima aumentare l’aderenza alla terapia.
Secondo studi condotti sia in Europa che negli Stati Uniti1, è altissima la percentuale di pazienti che sospende le cure prima del tempo o non le assume in modo corretto. Le cause sono molteplici, e vanno dalla scarsa informazione riguardo gli effetti dei farmaci fino alle condizioni del paziente stesso. Nel caso di una persona anziana, per esempio, sarà difficile ottenere un’aderenza del 100%, a causa di dimenticanze e fraintendimenti. Anche i pazienti affetti da malattie croniche sono tra i più problematici da questo punto di vista. Vessati da anni di sintomi e cure con effetti collaterali anche importanti, hanno un atteggiamento passivo e di sfiducia verso la terapia, andando a minare l’efficacia delle cure a cui si sottopongono.
È in questo scenario che si inseriscono i Programmi di Supporto per i pazienti.
Come si deduce dal nome stesso, essi svolgono una funzione di supporto per il paziente, ma non solo. Anche medici e caregiver beneficiano di grandi vantaggi.
Mettere il paziente al centro per migliorare l'efficacia delle cure: la soluzione del Patient Support Program
Un PSP è costituito da una serie di servizi di assistenza personalizzati in base alle esigenze del paziente. Mettendolo al centro del processo, coinvolgendolo e informandolo riguardo al proprio percorso di cura, egli sarà più predisposto a seguire la terapia e di conseguenza migliorerà anche l’efficacia delle cure.
Poiché ogni paziente è diverso, non esiste un PSP uguale all’altro, ma in tutti si ritrovano alcuni punti fondamentali:
- Il primo step di un PSP è il dialogo: comprendere lo stato fisico e mentale del paziente, focalizzare le sue esigenze specifiche, le sue avversioni e predisposizioni; questi sono gli elementi sui quali si costruisce il progetto di assistenza.
- Il personale del Patient Support Program si occupa di seguire il paziente per l’assunzione della terapia, nelle modalità a lui più congeniali (visite a domicilio, telefonate, SMS, notifiche via app).
- Si coinvolge il medico curante, insieme al quale si decide come impostare la gestione del paziente, con un approccio personalizzato in modo da massimizzare l’aderenza alla terapia e l'efficacia delle cure.
- Il personale è pronto a rispondere alle richieste e alle preoccupazioni dei pazienti anche 24 ore su 24.
- Il Patient Support Program tende inoltre a ridurre al minimo gli spostamenti del paziente verso le strutture ospedaliere, garantendo assistenza a domicilio.
Tali accorgimenti fanno sì che il paziente viva la propria terapia con più serenità, ma soprattutto con maggiore consapevolezza. Si innesca così un circolo virtuoso: più motivato, il paziente si attiene con più costanza alla terapia, che dunque dà più risultati. Notando l’efficacia delle cure, il paziente è ancora più spinto a seguirle diligentemente.
Anche il il medico e il caregiver traggono dei benefici dai PSP: il primo sa che il paziente è seguito costantemente e riceve aggiornamenti puntuali, il secondo si vede alleggerito di alcune mansioni gravose, come l’accompagnamento nelle strutture ospedaliere. La conclusione che possiamo trarre è che il paziente coinvolto nel proprio percorso di cura e seguito secondo le sue necessità è più portato ad aderire alla terapia, con un aumento di efficacia delle cure. Un’intuizione che il team che si occupa di PSP di IQVIA ha avuto 10 anni fa, avviando i primi Patient Support Program in Italia. Oggi è alla continua ricerca di soluzioni sempre più personalizzate ed efficaci per i propri pazienti.
1 The Cost of Not Taking Your Medicine, New York Times, April 2017; L'uso dei farmaci in Italia, Rapporto OsMed, 2018
